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ALTREFOLLIE : 4° rassegna teatrale del Teatro don Peppe Diana- Portici

Sinossi Femmine 

‘E la voce di Miriam Lattanzio ad aprire su un tappeto di voci femminili  una riflessione sonora e musicale ,a cappella ,sul mondo femminile, forte e delicata a un tempo, cui Nunzia Schiano aggiunge una dopo l’altra figure a tutto tondo di  donne non più giovanissime   fuori da stereotipi antropo-sociologici : la signora pettegola e intrigante, la colf con problemi familiari , la ragazza di Scampia, la madre di un giovane teppista ucciso,  e sopratutto “la signora dei friarielli “radiodramma in 4 puntate  , storia di una madre dedita alla cucina della sublime verdura , che vede il proprio mondo  ,di piccole certezze comicamente distruggersi  di pari passo con le rivelazioni di figlia , sorella , figlio , accompagnate da solenni mangiate a base della verdura tradizionale del napoletano.

A fare da collante un percorso musicale che ci accompagna fra le melodie di canzoni di Violeta Parra , della Charro, e di altre autrici sudamericane a loro volta narranti storie di donne. Insomma storie per ridere e attraverso il sorriso riflettere su aspetti della condizione femminile.

Niko Mucci

 

SOTTOVOCE

ERNESTO Lama e il suo Viviani – protagonista e regista di “Sottovoce”.

Questo spettacolo racconta, con le parole di Viviani, l’amore, il lavoro, la festa, il varietà, insomma tutti i temi portanti del suo teatro, conditi da interpretazioni attuali.

“Per esempio “Prezzetella ‘a capera” diventa una storia di amore femminile, il gioco di due donne, create dalle voci magnifiche e dai differenti temperamenti di Marina Bruno e di Elisabetta D’Acunzo, che cercano di costruire un matrimonio tra loro. Mettiamo in scena insomma temi di grande attualità senza cambiare una virgola di quello che Viviani ha scritto. Ed ognuno capisce quello che vuole o che può capire; il gioco che propongo in questo spettacolo è anche un gran ribaltamento dei sessi, le donne rappresentano personaggi maschili, gli uomini diventano donne”- dice Ernesto Lama.

Lo spettacolo mette insieme vari pezzi della produzione di Viviani, da “Fatto di cronaca“, a “Festa di Piedigrotta” ; personaggi come Don Checchino, scugnizzi, guardie, guappi, prostitute; tra poesie, canzoni e frammenti delle commedie; sono più di cinquanta pezzi messi insieme come per un gran varietà, rapidissimo, in cui non c’è tempo di affezionarti a un personaggio che già ne arriva un altro.

Un gran gioco di teatro?

“Si, la parola giusta è proprio questa, un gioco; ma per me è come una necessità, perché abbiamo un grande teatro da cui partire, con radici forti, a cui mi avvicino come uno straniero. Guardo Viviani come se non lo conoscessi e me ne impadronisco riproponendo il suo teatro, passando dal dramma alla risata con la rapidità che solo Viviani ci consente”.

Sinossi Nino

(dedicato all’amico magico Nino Rota)

con Lalla Esposito e Mimmo Napolitano

Nino Rota, uno dei più grandi compositori del novecento, “l’amico magico”, come amava definirlo Fellini. L’incontro della sua musica con poeti come Amurri, Morante, Wertmuller, Suso Cecchi D’Amico, Testoni, Bonagura, Galdieri. Poche e preziose parole per le sue melodie essenziali e semplici, canzoni popolari e ironiche, dolcemente sentimentali, napoletane. Canzoni per il cinema che indagano i nostri sogni e ne fabbricano altri. La sua magica musica è regalata a noi con leggerezza. Il filo sottile che unisce la magia delle sue note è il materializzarsi dei personaggi dei film che hanno incontrato l’abbraccio della sua musica. Ed ecco che inevitabilmente ci apparirà la figurina di Cabiria perduta nelle sue notti, ma anche la dolce e malinconica Gelsomina o il Tunin di film d’amore e d’anarchia, che disperato racconta la sua inevitabile decisione di assassinare il Duce, i fantasmi femminili che appartengono al sogno di Guido, protagonista di 8 e 1/2  e ancora le luci e le ombre della Dolce vita, le voci del borgo di Amarcord ma anche le note di un Oscar negato al grande Rota, quelle del Padrino e la parentesi di grande televisione con il Giannino di Giamburrasca.

Tutte queste anime sognanti parleranno e canteranno la musica senza tempo come in un sogno impalpabile, ma che ti resta dentro per sempre, dell’amico magico “Nino”.

 

TONINO NAPOLI:ZERO A ZERO

di Roberto    Russo

“ Tonino Napoli: Zero a Zero” è un monologo comico, “caleidoscopico” ma soprattutto, Pornografico. E’ certamente “Porno” entrare in anfratti angusti, oscuri (urologici/ginecologici/esistenziali) che coincidono con il Massimo Scandalo: dire, dopo un’intera vita, la Propria Verità. Tonino Napoli è un “Signor Qualunque” che, d’improvviso, si rende conto di aver vissuto la vita di un altro, di aver parlato o pensato con le parole ed i pensieri degli altri. Da questa consapevolezza, che si sostanzia nel “clamoroso” gesto di barricarsi sul terrazzo del proprio Condominio insieme ad un malcapitato immigrato rumeno, si dipana un racconto fatto di rabbia, frustrazione e, nel contempo, di un’amarezza che sconfina nella comicità più spinta. Tonino, personaggio a metà fra Gogol e  Scarpetta, comprende di aver atteso per una vita un evento o un’occasione che dessero un senso alla propria esistenza. Costretto nella quotidianità ad assumere un profilo basso e grigio, a subire le piccole e grandi prepotenze da parte del mondo, l’uomo esprime la  propria grottesca aspirazione ad essere, una volta tanto, protagonista e non spettatore, di un evento epocale, di una sorta di Giudizio Universale, che abbia il valore di una catarsi e che possa riscattare anni ed anni di anonimato. Egli invoca un attacco kamikaze sul proprio palazzo, stile 11 Settembre, nella Napoli di oggi fra le sue quotidianità altrettanto grottesche e contraddittorie.

Tonino Napoli, surreale e reale nel contempo, si pone come simbolo di un periodo di grandi incertezze personali e sociali, nei confronti delle quali, l’unica Panacea è l’individuazione di un Nemico al quale addossare la responsabilità dei propri fallimenti.

Un nemico è più necessario di un grande amore, anzi, sotto sotto, il nemico è il grande amore

Tonino è consapevole di regalare la propria vita al tempo che scorre e di non riuscire a trovare né un senso, né una risposta ai propri anni trascorsi e a quelli ancora da venire. La sua vita è un costante nulla di fatto: Zero a Zero al fischio finale.

Scritto da Roberto Russo, “Tonino Napoli: Zero a Zero” vive sulla regia e sull’interpretazione di Agostino Chiummariello. Al suo fianco, nel ruolo dell’immigrato rumeno, Vittorio Cataldi, fisarmonicista ed arrangiatore, che arricchirà il Porno/Comico Caleidoscopio con brani musicali interpretati e danzati dallo stesso Tonino.

 

YOU DECIDE

11 settembre 2001
strage o complotto?
YOU DECIDE 2.0.1.7
TheatReality di e con Ferdinando Maddaloni

Il TheatReality ovvero il Reality a Teatro.

Il Reality è un genere di programma televisivo durante il quale sono trasmesse situazioni drammatiche e umoristiche apparentemente non dettate da un copione, ma che i protagonisti vivono come fosse la loro vita reale. Alla fine, tra i concorrenti, grazie al televoto viene eletto un vincitore, cui spetta un sostanzioso premio.
Il Teatro è un evento che si verifica ogniqualvolta ci sia una relazione tra almeno un attore che agisca dal vivo in uno spazio scenico ed uno spettatore che dal vivo ne
segua le azioni. Alla fine il premio consiste nel gradimento del pubblico espresso tramite un intenso applauso o, in caso contrario, in prolungati fischi. Ed ecco il mio punto di partenza: il Reality è Teatro? E il “grande fratello” può essere visto come una sorta di “deus ex machina” di euripidiana memoria? Visto l’enorme successo della formula televisiva e la crisi nella quale è sprofondato il nostro Teatro, ho deciso di riproporre gli ingredienti del reality portandoli sulle tavole del palcoscenico. Dopo anni di facile televoto da comode poltrone casalinghe su temi di indubbia inutilità sociale, si passa a scomode poltrone teatrali per affrontare scomodi temi di indubbio valore sociale, come l’informazione e la disinformazione sulla strage dell’11 settembre. “Il giorno che ha cambiato il mondo” stato più volte detto. Affermazione sacrosanta, se pensiamo che dopo quei tragicifatti ci sono state due guerre ed una profonda crisi economica. Ora c’è un nuovo presidente, Donald Trump, l’ennesima organizzazione terroristica con la sua moltitudine di “emulatori”, l’Isis. Per comprendere seriamente i rischi cui stiamo andando incontro, dobbiamo ripartire da quel settembre 2001.
In questi sedici anni credo di aver letto (quasi) tutto quello che è stato scritto, aver visto (quasi) tutti i documentari sull’argomento, e tratto poi ispirazione dalle tesi “complottiste” di giornalisti e studiosi quali Massimo Mazzucco e Giulietto Chiesa e, dall’altra parte, debunker ovvero cacciatori di bufale come Paolo Attivissimo. Sono andato in scena solo quando mi sono sentito pronto sull’argomento, in tutti i suoi aspetti e risvolti, edopo aver superato la fase emotiva, raggiungendo lucidità ed equilibrio necessari a rappresentare entrambe le versioni in maniera corretta, senza trucchi o inganni, per sostenere un pubblico contraddittorio sul quesito:

-E’ stata una dolorosa strage ad opera di 19 spietati
terroristi arabi oppure

trattasi di un “inside job” ossia un complotto interno?

Il TheatReality

Dopo che ciascuno dei due concorrenti avràargomentato la propria tesi, al pubblico presente in salatoccherà esprimere il proprio giudizio in favore di quellapiù convincente. E potrà farlo tramite un unico applausofinale, il cui valore di nomination andrà ben oltre ilgradimento per la performance teatrale. Grazie poi aisocial network, gli spettatori saranno aggiornatisull’andamento delle varie repliche.

Ad oggi, 23 gennaio 2017, dopo 20 repliche il risultato è
COMPLOTTO 18 vittorie
STRAGE 0
PAREGGIO 1

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